8mdg - obiettivo 8

La Dichiarazione del Millennio dà corpo a una partnership tra i paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo. Rappresenta un accordo in base al quale i PVS si impegnano a mantenere un’economia sana per garantire il loro stesso sviluppo e per indirizzare i bisogni umani e sociali. I paesi sviluppati, a loro volta, convengono di fare da supporto ai paesi più poveri con aiuti, commerci e riduzioni del debito.

Il Millennium Goal 8 indica i modi in cui i paesi sviluppati possono assistere quelli in via di sviluppo nello sforzo di raggiungere gli altri sette obiettivi. Ciò richiede un’assistenza allo sviluppo più ufficiale; misure per garantire la sostenibilità del debito a lungo termine; un sistema commerciale e finanziario multilaterale aperto, equo, basato su regole, affidabile e non discriminatorio; e misure per affrontare le particolari necessità degli stati meno sviluppati, delle enclaves e delle piccole isole-stato in via di sviluppo.

Qualche progresso è stato fatto nell’attuare l’iniziativa di alleggerire il debito per i paesi poveri pesantemente indebitati (Heavily Indebted Poor Countries, HIPC). Se gli aiuti sono cruciali per i paesi più poveri, i paesi a medio reddito traggono maggior vantaggio dal commercio, che rappresenta la prima fonte di entrate straniere. La mancanza di disponibilità dei principali paesi sviluppati a fare concessioni sostanziose ha rallentato gli accordi di Doha, anche se nel luglio 2004 si presentò una buona occasione per modificare la struttura del negoziato. In aggiunta una serie di decisioni prese nel 2004 dall’Organizzazione Mondiale del Commercio (OMC/WTO, World Trade Organization) stabilì che certi sussidi dei paesi sviluppati influivano negativamente sui paesi in via di sviluppo e dovevano essere eliminati. In conclusione, resta uno spazio considerevole per accrescere e migliorare l’assistenza allo sviluppo, per abbracciare in modo più vasto e profondo l’alleggerimento del debito e portare a termine un percorso commerciale orientato allo sviluppo.

Una partnership efficace tra paesi ricchi e paesi poveri deve affrontare il problema dell’accesso dei paesi in via di sviluppo alla tecnologia, ai farmaci e all’occupazione per la popolazione che cresce. Non sarà possibile dimezzare la povertà nel mondo entro il 2015 senza una crescita sostenibile in un mercato del lavoro dignitoso e produttivo. Chi traccia le linee guida deve dedicare un’attenzione specifica a creare opportunità di lavoro decoroso e produttivo per i giovani che, nelle regioni in via di sviluppo, hanno oltre tre volte in più la probabilità di trovarsi disoccupati rispetto i lavoratori più anziani.

  • Adelaide Di Nunzio
  • Valerio Acampora
  • Michele Catalano
  • Giorgio Mennella
  • Andreina Moriello
  • Luca Caratozzolo
    • Adelaide
      Di Nunzio
    • Valerio
      Acampora
    • Michele
      Catalano
    • Giorgio
      Mennella

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Capitolo 8 - fine

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